Chi siamo

Mother India è un centro per la fotografia, creato e diretto da Shobha, fotografa che da sempre divide la sua vita tra l’India e l’Italia.
Un luogo di scambio tra oriente e occidente, punto di incontro di varie attività tra cui fotografia, giornalismo, arte e volontariato sociale.
La sede è a Goa, India del Sud. Le sue attività sono itineranti, a seconda dei progetti.

Shobha, 54 anni, fotografa di fama internazionale, conduce workshop come insegnante, e in India continua a lavorare come fotografa seguendo temi di reportage di taglio sociale e progetti artistici.

Soraya Gullifa, fotografa, è responsabile dell’organizzazione per i workshop a Palermo

DOVE

 
Mother School Mother School
La sede di Mother India è una casa portoghese a Candolim, Goa, un luogo ideale per concentrarsi, a due passi dall’oceano, in una giungla di palme all’interno di un piccolo borgo abitato da indiani cattolici, che durante la stagione turistica affittano camere in guest house semplici ed accoglienti. La spiaggia tropicale si snoda lungo tutta la costa di Goa, bianca e chilometrica. Benessere, cura di sé e meditazione sono parte della cultura locale. La zona è un’oasi di pace paradisiaca, ma allo stesso tempo è vicina alla vita pulsante dei centri più importanti di Goa, specchi di uno sviluppo economico e culturale, e a villaggi tradizionali che sembrano non essere ancora stati sfiorati dal tempo.

NOTA SU GOA:
Goa non è India. Goa è altro“. Questa è la prima frase che dice il tassista all’arrivo in aeroporto e che poi si sente ripetere instancabilmente, senza maggiori spiegazioni. Goa è una striscia di terra affacciata sull’oceano arabico: musulmani, cattolici, induisti, e una miriade di minoranze religiose convivono insieme ad indiani di ogni stato della nazione e gente di tutti i paesi del mondo, diverse realtà si incontrano e si fondono. Goa rappresenta l’India in un piccolo territorio: ne esprime perfettamente le contraddizioni tra ricchezza e povertà e modernita e tradizione che vivono fianco a fianco. Ne contiene tutte le diverse condizioni e stati sociali di oggi. Questo fa di Goa non una bellezza da cartolina, ma un grande esperimento di convivenza cosmopolita, “masala”, come il misto di mille spezie con cui si condisce tutto.

Il tempo scorre diversamente qui a Goa. E’ vero, me l’avevano detto, ma non ci credevo prima di partire. Non è solo che le giornate passano più lentamente. E’ come se il tempo avesse una sua densità. Come se ti volesse trattenere. Chi arriva ci prova ad essere distratto, a portare con sé quella superficialità con cui ci si riempie gli occhi e la testa in occidente. Niente da fare. Qui è come se qualcuno o qualcosa ti prendesse in continuazione la mano e ti dicesse: ‘Guarda là’. E’ vischiosa, Goa. C’è troppo qui, invece del troppo poco che mi aspettavo. Troppe cose da portare indietro”.
Ivan Cotroneo, giornalista e scrittore, nel 2006 ha realizzato per Max un servizio su Goa insieme a Shobha.